Le voci di NEOLAiA: intervista alla Prof.ssa Beatrice Wilke

1. Può presentarsi brevemente e raccontarci il suo ambito di ricerca?

Sono professoressa associata di Lingua, Traduzione e Linguistica tedesca presso il Dipartimento di Studi Umanistici. La mia attività di ricerca si concentra principalmente sulla lingua parlata, sull’analisi della conversazione, sulla linguistica contrastiva e sulla didattica del tedesco come lingua straniera, nonché sull’uso cognitivo e figurato del linguaggio in diversi generi testuali. Più recentemente, ho esteso i miei interessi di ricerca alla Kulinaristik, con particolare attenzione agli aspetti linguistici e discorsivi legati al cibo e alla cultura alimentare, e all’ecolinguistica

2. Come è nato il contatto con i partner coinvolti nella collaborazione? Quale ruolo ha avuto NEOLAiA in questo percorso?

Il contatto è nato grazie a un docente di Linguistica spagnola dell’Università di Jaén, che mi ha contattata via e-mail con l’idea di sviluppare, nell’ambito di NEOLAiA, un progetto internazionale dedicato alla fraseologia. Da questo primo contatto è seguito un incontro online per approfondire gli obiettivi e le modalità della collaborazione, al quale hanno fatto seguito diversi incontri di lavoro con tutti i partner coinvolti. NEOLAiA ha avuto un ruolo fondamentale nel favorire la nascita di questa rete di collaborazione, mettendo in contatto ricercatori di università e discipline diverse accomunati da interessi scientifici convergenti. 

3. Quale iniziativa o progetto è scaturito da questa collaborazione?

La collaborazione ha dato vita al progetto internazionale di citizen science Conectados por refranes, dedicato alla raccolta e allo studio di proverbi in una prospettiva multilingue e interculturale. Un momento particolarmente importante è stato l’Encuentro Internacional Conectados por refranes, tenutosi il 29 giugno 2026 presso l’Università di Jaén, che ha riunito tutti i partner del progetto per confrontarsi sulle metodologie di ricerca e sui primi risultati raggiunti.

4. Qual è stato il principale valore aggiunto del lavorare con colleghi di altre università dell’Alleanza?

È stata innanzitutto una bellissima esperienza dal punto di vista umano e scientifico. Confrontarsi con colleghi provenienti da università diverse permette di guardare gli stessi fenomeni da prospettive nuove, di discutere approcci metodologici differenti e di arricchire il proprio modo di fare ricerca. Credo che questo scambio di idee e competenze rappresenti uno dei principali punti di forza di NEOLAiA e costituisca un valore aggiunto per tutti i ricercatori coinvolti. 

5. Che consiglio darebbe a un ricercatore che non ha ancora sfruttato le opportunità offerte da NEOLAiA?

Gli consiglierei di cogliere l’occasione e mettersi in gioco. A volte basta un primo contatto per avviare collaborazioni che possono trasformarsi in progetti di ricerca concreti. NEOLAiA offre un’opportunità preziosa per ampliare la propria rete scientifica e confrontarsi con colleghi di altri Paesi.  

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