Le voci di NEOLAiA: intervista al Prof. Rosario Pellegrino

1. Può presentarsi brevemente e raccontarci il suo ambito di ricerca?

Sono docente di Linguistica e Traduzione francese presso lUniversità degli Studi di Salerno. La mia attività di ricerca si concentra principalmente sulla lingua francese, sulla linguistica e sulla traduzione, con particolare interesse per la didattica delle lingue e per il confronto tra approcci e metodologie in contesti accademici internazionali.

2. Come è nato il contatto con i partner coinvolti nella collaborazione? Quale ruolo ha avuto NEOLAiA in questo percorso?

Il contatto è nato attraverso une-mail ricevuta da colleghi dellUniversità di Tours nellambito delle iniziative promosse da NEOLAiA. LAlleanza ha svolto un ruolo importante nel favorire questo primo contatto e nel creare opportunità di dialogo e collaborazione tra le università partner.

3. Quale iniziativa o progetto è scaturito da questa collaborazione?

Al momento non è nato un progetto specifico. Tuttavia, i rapporti instaurati sono proseguiti nel tempo: alcune colleghe dellUniversità di Tours, Elodie Peurou, Anne-Sophie Fremont-Gatineau e Oceane Derderian, continuano a venire presso il nostro Ateneo per assistere e interagire nelle lezioni di lingua francese, e manteniamo regolarmente i contatti, con lauspicio che possano svilupparsi future iniziative comuni.

4. Qual è stato il principale valore aggiunto del lavorare con colleghi di altre università dell’Alleanza?

Lelemento di maggiore valore è stato il confronto con colleghi provenienti da realtà accademiche diverse. Lo scambio di opinioni, il dialogo sulle pratiche didattiche e il confronto sui diversi livelli e modelli di insegnamento hanno rappresentato unimportante occasione di crescita professionale.

5. Che consiglio darebbe a un ricercatore che non ha ancora sfruttato le opportunità offerte da NEOLAiA?

Suggerirei di informarsi sulle opportunità offerte da NEOLAiA e di cogliere loccasione per entrare in contatto con colleghi di altre università dellAlleanza. Anche un semplice primo scambio può aprire la strada a collaborazioni scientifiche e didattiche molto stimolanti.

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