Le voci di NEOLAiA: intervista alla Prof.ssa Carla Ferreyra

1. Può presentarsi brevemente e raccontarci il suo ambito di ricerca?

Sono architetto e dottoressa di ricerca, lavoro sulla conservazione, documentazione e gestione digitale del patrimonio culturale. La mia attività di ricerca integra rappresentazione architettonica, rilievi digitali, HBIM e supporto alle decisioni per la gestione di architetture esistenti e siti di interesse culturale. 
Sono stata ricercatrice e delegata alla mobilità internazionale del Dipartimento di Ingegneria Civile; oggi continuo a collaborare a diversi progetti di ricerca. 

2. Come è nato il contatto con i partner coinvolti nella collaborazione? Quale ruolo ha avuto NEOLAiA in questo percorso? 

Un collega dell’Università di Jaén, il Prof. Manuel Jesús Hermoso Orzáez, mi ha scritto dopo aver individuato il mio profilo attraverso la pagina istituzionale di UNISA e aver riscontrato una forte coerenza tra i nostri ambiti di ricerca. Allo stesso modo, una collega dell’Università di Tours, la Prof.ssa Mathilde Gralepois, ha contattato un collega del nostro Dipartimento proprio grazie alla visibilità offerta dalla rete NEOLAiA e alla possibilità di individuare competenze complementari. Il contatto iniziale col Prof. Giacomo Viccione ha poi coinvolto anche il Prof. Isidoro Fasolino. 

NEOLAiA ha avuto un ruolo fondamentale, perché ha creato un contesto che facilita l’incontro tra ricercatori di università diverse, favorendo la nascita di collaborazioni che altrimenti sarebbero state molto più difficili da avviare. 

3. Quale iniziativa o progetto è scaturito da questa collaborazione? 

Da questo primo contatto è nata la mia collaborazione al progetto Herramienta Digital para la Planificación, Seguimiento, Control y Gestión de Proyectos con MS-Project Adaptado a la Metodología PM² en la Unión Europea, sviluppato nell’ambito dei progetti pilota delle iniziative innovative per la diffusione della conoscenza NEOTEACH all’interno di NEOLAiA. I colleghi di Jaen verranno a settembre per testare i risultati del progetto qui ad UNISA. 

Allo stesso modo, la collega dell’Università di Tours ha svolto una visita presso UNISA lo scorso febbraio e da quell’incontro sono nate nuove opportunità progettuali. Tra queste, la partecipazione come partner a un BIP coordinato da UNISA, dal titolo Reframing the Waterline, che si svolgerà nei prossimi mesi. 

4. Qual è stato il principale valore aggiunto del lavorare con colleghi di altre università dell’Alleanza? 

Il valore aggiunto più importante è sentirsi parte di una rete internazionale. Sapere di poter contare su un supporto istituzionale rende molto più semplice trasformare un primo contatto in una collaborazione concreta. Questo permette di sperimentare nuove idee, costruire progetti insieme e sviluppare iniziative che, senza una struttura come NEOLAiA, sarebbero molto difficili da realizzare. 

5. Che consiglio darebbe a un ricercatore che non ha ancora sfruttato le opportunità offerte da NEOLAiA?

Il mio consiglio è di essere proattivi. Aggiornate il vostro profilo, mappate le vostre competenze sulla piattaforma NEOLAiA e non abbiate paura di contattare colleghi delle università partner che lavorano su temi affini ai vostri. Le opportunità sono davvero tante e lAlleanza offre un sistema di supporto concreto per trasformare un semplice scambio di idee in collaborazioni, progetti e iniziative internazionali. Vale la pena coglierle: spesso basta un primo contatto per dare vita a qualcosa di molto più grande. 

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