Le voci di NEOLAiA: intervista a Giuseppe Ferrara

1. Può presentarsi brevemente e descriverci il suo ruolo all’Università degli Studi di Salerno?

Sono Giuseppe Ferrara, ho 36 anni e sono di Cava de’ Tirreni. Ho studiato Comunicazione presso lUniversità di Salerno, dove ho conseguito la laurea magistrale in Teorie e Tecniche dei linguaggi audiovisivi. Dopo aver lavorato per circa dieci anni nel mondo del giornalismo, collaborando con diversi quotidiani, redazioni televisive e testate online locali, dal 2023 sono stato assunto presso lUniversità di Salerno e assegnato all’Ufficio Assicurazione Qualità. Mi occupo, ad oggi, di seguire le attività legate allaccreditamento e ai processi di qualità dellAteneo, supportando le attività del Presidio Qualità di Ateneo e confrontandomi quotidianamente con i referenti qualità dei Dipartimenti, dei corsi di studio e dei corsi di dottorato. 

2. Quali sono state le principali motivazioni che l’hanno spinta a partecipare a un periodo di mobilità Erasmus presso un’università dell’Alleanza NEOLAiA?

Una delle ragioni per cui ho deciso di prendere parte a un periodo di mobilità Erasmus è stata principalmente la curiosità e la voglia di confrontarmi con realtà lavorative e accademiche differenti. Conoscevo il programma e l’attività dell’Alleanza, ma mi interessava soprattutto capire come unaltra università europea affronta e gestisce temi e procedure legati alla qualità, confrontando il nostro modo di lavorare con il loro approccio. Ho pensato, quindi, che potesse essere unoccasione utile per raccogliere idee nuove e vedere da vicino soluzioni che, con i dovuti adattamenti, potessero essere applicate anche nel nostro Ateneo. 

3. Quali attività ha svolto durante la mobilità, in quale università dell’Alleanza e quali aspetti dell’esperienza ha trovato più interessanti o utili per il suo lavoro?

Ho svolto la mobilità presso lUniversità di Örebro, in Svezia, dal 21 al 27 settembre 2025. Durante la settimana sono stato affiancato dal Quality Assurance Coordinator di Örebro e ho avuto modo di confrontarmi con i colleghi di diversi uffici affini dellAteneo svedese. Insieme abbiamo approfondito il loro sistema di assicurazione della qualità e il modo in cui organizzano alcune attività amministrative legate alla didattica e alla ricerca, alla formazione dei docenti, agli approcci metodologici utilizzati e alle strategie di qualità in settori disciplinari specifici (come quello economico e quello ingegneristico) finalizzati a particolari tipologie di accreditamento presenti in Svezia. Tra gli aspetti che mi hanno colpito di più ci sono stati il confronto diretto con i colleghi, lattenzione alla formazione dei docenti e alcuni modelli utilizzati nei corsi di ingegneria, come il CDIO. Vedere tutto questo da vicino è stato molto più utile che leggerlo semplicemente in un documento. 

4. In che modo questa esperienza ha contribuito alla sua crescita professionale e personale? Ritiene che abbia avuto un impatto anche sul suo lavoro quotidiano all’Università di Salerno?

Sì, direi di sì. Dal punto di vista professionale mi ha dato nuovi spunti e mi ha permesso di osservare un modo diverso di affrontare gli stessi temi con cui mi misuro ogni giorno. Alcune idee sono già diventate motivo di confronto e di scambio con i colleghi. Sul piano personale è stata unesperienza altrettanto importante. Lavorare per una settimana in un contesto internazionale ti porta a uscire dalla routine, a confrontarti con persone e abitudini diverse e a guardare il tuo lavoro da una prospettiva più ampia. 

5. Consiglierebbe questa esperienza ai suoi colleghi? Se sì, perché?

Assolutamente sì. È unesperienza che consiglio a chiunque ne abbia la possibilità. Non si tratta solo di unoccasione di formazione, ma anche di un modo per entrare in contatto con realtà accademiche e culturali diverse e con differenti approcci al mondo del lavoro. È unopportunità per creare nuove relazioni professionali e tornare in sede con idee concrete da condividere con i colleghi. Credo che esperienze di questo tipo facciano crescere la persona, ma abbiano anche un riflesso molto positivo sul lavoro quotidiano e, più in generale, su tutto lAteneo. 

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