Si sono svolti il 16 e 17 marzo, presso la Fondazione Carisal, due incontri preliminari che hanno coinvolto rappresentanti degli enti locali, delle scuole del territorio e del terzo settore, segnando l’avvio di una collaborazione tra la Fondazione, BIMED (Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo) e l’Università degli Studi di Salerno, in particolare nell’ambito del progetto europeo NEOLAiA. Le attività che saranno sviluppate nei prossimi mesi saranno inserite nel quadro delle azioni di Citizen Science del WP8 di NEOLAiA, con l’obiettivo di costruire percorsi partecipativi basati sui bisogni reali dei territori.
Enti locali: servizi, spopolamento e bisogni concreti
Il primo incontro ha visto protagonisti amministratori e rappresentanti istituzionali, tra cui Andrea Iovino, Presidente di BIMED, Michele Buonomo, Vicepresidente della Fondazione Carisal e Presidente di Legambiente Campania, Valerio Salvatore, membro del Consiglio di indirizzo della Fondazione Carisal, Giovanni del Sorbo, Responsabile delle procedure esecutive di Staffetta di scrittura e Progetti Comunitari BIMED, e Vittorio Scarano, Professore ordinario presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Salerno e coordinatore UNISA del progetto NEOLAiA – European University Alliance.
Nel corso del confronto sono emerse con chiarezza le principali criticità delle aree interne: carenza di servizi essenziali, difficoltà nella mobilità, debolezza delle infrastrutture e progressivo spopolamento giovanile. Il dibattito ha sottolineato la necessità di fornire risposte concrete ai territori, anche alla luce delle criticità legate all’utilizzo dei finanziamenti pubblici, spesso non pienamente coerenti con i bisogni locali.
Vittorio Scarano, coordinatore NEOLAiA per UNISA, ha illustrato il modello della co-progettazione e la metodologia del “doppio diamante”, ribadendo il ruolo dell’università come soggetto scientifico chiamato ad ascoltare il territorio e a tradurre le esigenze in proposte strutturate.
Dalle testimonianze degli amministratori, tra cui Ettore Poti, Sindaco di Controne, e Davide Aprea, Presidente del Consiglio Comunale di Centola, è emersa una situazione diffusa di difficoltà nel garantire servizi adeguati, con conseguenze dirette sulla permanenza delle famiglie e dei giovani nei territori. Tra le proposte avanzate si segnalano: la creazione di servizi condivisi tra comuni, incentivi per studenti, miglioramento della mobilità e valorizzazione delle economie locali.
Scuole e terzo settore: benessere, inclusione e orientamento
Il secondo incontro ha coinvolto dirigenti scolastici, docenti e rappresentanti del terzo settore, ampliando il confronto alle dimensioni educative e sociali. Tra i partecipanti erano presenti Valerio Salvatore, membro del Consiglio di indirizzo Fondazione Carisal, Michele Buonomo, Vicepresidente Fondazione Carisal e Presidente di Legambiente Campania, Andrea Iovino, Presidente di BIMED, Giovanni del Sorbo, Responsabile delle procedure esecutive di Staffetta di scrittura e Progetti Comunitari BIMED, Vittorio Scarano, Professore ordinario presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Salerno e coordinatore UNISA del progetto NEOLAiA – European University Alliance, Francesco Donsì, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno e membro del comitato di gestione di UNISA del progetto NEOLAiA, Antonio Di Gisi di Legambiente Campania, Alfredo Senatore del CVS Sodalis Salerno e Teresa Falco del CSI Salerno.
Il dibattito si è concentrato sul concetto di “benessere globale” degli studenti, evidenziando criticità come le difficoltà nel raccordo tra scuola e mondo del lavoro, i limiti dei percorsi PCTO, l’aumento dei bisogni educativi speciali e la carenza di spazi di aggregazione. È emersa l’urgenza di rafforzare il legame tra formazione e occupazione, migliorare l’orientamento universitario e professionale, garantire mentoring e consolidare le reti territoriali tra scuola, università e terzo settore. Particolare attenzione è stata dedicata a inclusione, integrazione degli studenti stranieri e al ruolo della scuola come presidio sociale, soprattutto nei contesti più fragili. È stato inoltre sottolineato il fenomeno della fuga dei giovani dal territorio, spesso per scarsa conoscenza delle opportunità locali.
Dal confronto con il terzo settore sono emerse proposte concrete per avvicinare i giovani NEET, creare ponti tra università e città, valorizzare filiere produttive locali e green jobs, sviluppare competenze trasversali e colmare il divario tecnologico. Si è discusso anche della formazione degli operatori, interna all’università o in collaborazione con enti locali, puntando a sistematizzare le esperienze esistenti, comunicare meglio le opportunità e rafforzare il legame con il territorio.
Un metodo condiviso per risposte concrete
Dai due incontri emerge un indirizzo comune: costruire un percorso strutturato di co-progettazione che metta in rete enti locali, scuole, università e terzo settore, supportato dal progetto NEOLAiA. Il processo prevede un ciclo di incontri progressivi, l’adozione di un metodo condiviso e la costruzione di un documento unico, basato su dati e analisi, che funga da voce rappresentativa dei territori. Tra i macro-temi individuati figurano servizi, sanità, mobilità, spopolamento, turismo, formazione, inclusione e semplificazione normativa.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 17 aprile presso la Fondazione Carisal, dove si terrà l’evento pubblico di presentazione della collaborazione e di avvio ufficiale delle attività progettuali. In questa occasione saranno condivisi i primi risultati emersi dai tavoli di lavoro e le linee di intervento su cui si concentreranno le azioni future. L’obiettivo è arrivare a questo appuntamento con una prima definizione di ambiti di intervento e azioni concrete, articolate su due livelli: interventi attivabili direttamente a livello locale e sistematizzazione dei bisogni da sottoporre ai livelli istituzionali competenti. La sfida, condivisa da tutti i partecipanti, è trasformare il confronto in un documento strutturato, autorevole e operativo, capace di orientare politiche e progettualità per il rafforzamento e la vitalità dei territori.



