1. Può presentarsi brevemente e descriverci il suo ruolo all’Università degli Studi di Salerno?
Sono docente di Lingua Inglese presso i corsi di laurea del Consiglio Didattico di Scienze del Servizio Sociale e di Sport e Società del DISPS, il mio dipartimento di afferenza, e presso i corsi del Consiglio Didattico di Scienze delle Relazioni Internazionali del DISA-MIS. Da oltre 20 anni mi occupo di internazionalizzazione, con particolare riferimento alla mobilità Erasmus, un’attività che mi ha permesso nel tempo di sviluppare e consolidare numerose collaborazioni con università e colleghi di diversi Paesi europei. È un ambito che considero particolarmente importante, perché offre a studenti e docenti concrete opportunità di confronto, crescita e apertura verso altre realtà accademiche e culturali.
2. Quali sono state le motivazioni che l’hanno portata a partecipare a questa esperienza di mobilità?
Sono stata contattata dai colleghi dell’Università di Nicosia non solo in quanto nostri partner nell’ambito dell’alleanza NEOLAiA, ma anche sulla base di una collaborazione che affonda le sue radici in una precedente esperienza Erasmus: diversi anni fa, infatti, ero stata in mobilità presso la loro università e, a loro volta, alcuni loro colleghi erano stati ospiti presso la nostra Università. Per questo motivo ho accolto con grande entusiasmo la proposta di partecipare a un BIP (Blended Intensive Programme) dal 24 al 28 marzo 2025. Le tematiche affrontate erano particolarmente attuali e stimolanti e, soprattutto, strettamente connesse agli interessi e ai percorsi formativi dei miei studenti. Ho quindi considerato questa esperienza non soltanto come un’opportunità di mobilità per me, ma anche come un’occasione per creare nuove possibilità di apprendimento e di confronto per gli studenti coinvolti.
3. Qual è stato l’aspetto dell’esperienza che ha trovato più arricchente dal punto di vista professionale e personale?
Dal punto di vista professionale, la mobilità si è rivelata un’opportunità preziosa per consolidare i rapporti tra le istituzioni partner e, al tempo stesso, per ampliare il mio bagaglio didattico attraverso il confronto con colleghi provenienti da contesti accademici differenti. Il BIP, proprio per la sua natura internazionale e interdisciplinare, ha favorito uno scambio particolarmente stimolante di idee, approcci e pratiche didattiche. Dal punto di vista personale, invece, l’aspetto più arricchente è stato senza dubbio il bellissimo rapporto che si è instaurato con il gruppo di studenti e con il collega che mi ha accompagnata. La dimensione umana è, a mio avviso, uno degli elementi più preziosi dell’esperienza di mobilità internazionale: al di là delle attività accademiche, si creano relazioni e occasioni di incontro che rimangono nel tempo.
4. In che modo pensa di poter trasferire quanto appreso durante la mobilità nella sua attività (sia essa didattica, ricerca o altro)?
Credo profondamente nell’insegnamento come percorso reciproco: ho sempre imparato molto dai miei studenti e questa esperienza me ne ha dato ulteriore conferma. La particolare modalità di interazione resa possibile dal BIP ha infatti consentito un confronto non soltanto con gli studenti dell’Università di Salerno, ma anche con quelli delle università partner, creando un ambiente di apprendimento realmente internazionale e condiviso. Naturalmente, ho imparato molto anche dai colleghi coinvolti nel programma. Ho avuto modo di osservare e sperimentare metodologie didattiche e best practices di cui ho fatto tesoro e che ho trasferito e adattato alle mie lezioni all’Università di Salerno. Credo, inoltre, che il valore di esperienze di questo tipo vada oltre la singola attività didattica, contribuendo a rafforzare la cultura dell’internazionalizzazione.
5. Consiglierebbe ai colleghi di effettuare un’attività di mobilità verso le università NEOLAiA? Se sì, perché?
Assolutamente sì. Il contesto NEOLAiA è stimolante, dinamico e coinvolgente e offre concrete opportunità di confronto sia sul piano professionale sia su quello umano. La possibilità di entrare in contatto con colleghi e studenti provenienti da università e Paesi diversi rappresenta un valore aggiunto straordinario, perché permette di guardare alla propria attività da prospettive nuove e di costruire relazioni che possono svilupparsi anche oltre la singola esperienza di mobilità. Posso confermarlo non soltanto sulla base di questa esperienza, ma anche grazie a una mobilità più recente presso un’altra università partner di NEOLAiA, l’Università di Ostrava, nella Repubblica Ceca. Anche in quel caso ho trovato un ambiente estremamente stimolante e una forte disponibilità al dialogo e alla collaborazione. Credo quindi che la mobilità all’interno di NEOLAiA rappresenti una delle espressioni più concrete dell’idea di università europea: un’esperienza che permette di condividere conoscenze, pratiche e prospettive, ma soprattutto di costruire una comunità accademica realmente internazionale.



